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La vitamina D abbassa il rischio di contrarre il COVID-19

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La vitamina D, come tutte le altre vitamine è un toccasana per la nostra salute. È molto importante per il nostro organismo, ma dobbiamo fare attenzione sia alla sua carenza che all’eccesso.

Sintetizzata dal nostro organismo attraverso l’assorbimento dei raggi del sole, la vitamina D va integrata soprattutto in fasi di crescita, gravidanza e allattamento. I cibi che la contengono sono pochi, per questo motivo si può assumere la vitamina D in gocce o a compresse.

Studi recenti dimostrano che, un livello normale di vitamina D nel nostro organismo diminuisce il rischio di contrarre il coronavirus in forma grave.

Che cos’è la vitamina D

Conosciuta come la vitamina del sole, la vitamina D è un ormone e rappresenta sia la causa che il rimedio a diverse patologie esistenti (deformazioni ossee, depressione, patologie cardiovascolari, carenza di insulina, malattie neurovegetative, prevenzione di alcuni tumori).

Regolatore del metabolismo, serve nella calcificazione delle ossa e la sua presenza aiuta a mantenere nella norma i livelli di calcio e fosforo nel sangue.

Essendo una vitamina liposolubile, chiamata anche calciferolo, viene accumulata nel fegato e rilasciata dal nostro corpo quando ne abbiamo necessità (in media il copro ne chiede 400 unità, se non sono presenti fattori di rischio).

Non è necessario assumerla con regolarità, attraverso i cibi o gli integratori, a meno che non ce ne sia bisogno. Infatti un eccesso di vitamina può provocare una calcificazione diffusa a livello dei vari organi, con conseguente spasmi muscolari, vomito e diarrea.

Chi ha scoperto la Vitamina D

Nel 1919 fu Huldschinsky, pediatra tedesco di origini polacche, a capire che i bambini affetti da rachitismo guarivano se esposti alla luce ultravioletta. La stessa tesi la confermarono pochi anni dopo A.F. Hess (medico specialista americano sulla nutrizione e sul rachitismo) e H.B. Gutman, usando però la luce solare.

Infine, Mc Collum, nel 1922, ipotizzò l’esistenza di un composto liposolubile essenziale per il metabolismo delle ossa, studiando l’azione antirachitica dell’olio di fegato di pesce dal quale riuscì ad identificare una componente attiva. (fonte wikipedia)

Questi studi ed esperimenti scienrifici hanno condotto alla scoperta dell’esistenza di un fattore endogeno, che per azione della luce ultravioletta, veniva convertito in una molecola rilevante per le ossa. Di conseguenza, fu ipotizzato che la natura di questa molecola potesse essere una vitamina, definita come vitamina D.

Dove si trova la vitamina D

La vitamina D protegge dal coronavirus

Nel pieno della pandemia da Covid-19, uno studio condotto dalla Northwestern University mostrerebbe una significativa associazione fra livelli normali nell’organismo di vitamina D e un ridotto tasso di letalità del virus. Cioè, la presenza di vitamina D riduce al 16% il rischio di contagi gravi da coronavirus. Più è basso il livello di vitamina D nel nostro organismo più sarà alta la gravità dei sintomi, una volta contratto il virus.

Questa vitamina essendo una molecola coordinatrice per i globuli bianchi, protegge dalle infezioni esterne e previene il rilascio delle citochine infiammanti, causa aggravante nei pazienti di Covid-19. Per questo motivo non dobbiamo privarcene in alcun modo.

La vitamina, però, non è la cura al virus, ma può fornire delle ottime condizioni di salute grazie alle quali il virus può perdere la sua efficacia, trovando numerose difficoltà a riprodursi nel corpo umano.

Come assimilare vitamina D

Se il nostro corpo non produce regolarmente vitamina D, soprattutto in inverno quando c’è poca possibilità di esporsi al sole, possiamo assimilarla con il cibo.

La vitamina D, introdotta all’interno del nostro organismo con il cibo, si divide in due forme attivate attraverso reazioni chimiche nel fegato e nel rene:

  • ergocalciferolo (vitamina D2), presente negli alimenti di origine vegetale (verdure verdi, funghi, frutta).
  • colecalciferolo (vitamina D3), presente nei prodotti di origine animale (fegato, uova, latte e derivati, merluzzo, pesci grassi). La vitamina D3 viene sintetizzata dalla pelle in seguito all’esposizione al sole.

Come integrare vitamina D

Nel caso in cui abbiamo difficoltà ad assimilare Vitamina D con il cibo o con l’esposizione al sole, possiamo ricorrere agli integratori nutrizionali. Gli integratori che si trovano in commercio sono principalmenteintegratori di vitamina D3, essendo laforma di vitamina D più efficace per assicurare giuste concentrazioni di questo nutriente nel sangue.

Per massimizzarne l’assorbimento si consiglia di prendere gli integratori di vitamina D a pranzo o a cena, insieme a cibi grassi.

Dove acquistare la vitamina D

Da acquistare in farmacia, erboristeria o su Amazon, stando comodamente a casa. Di seguito vi segnaliamo alcuni integratori alla vitamina D:

Vitamina D Nutravita in gocce, con comodo dosaggio da assumere direttamente in bocca o da aggiungere all’acqua. La formula Nutravita è vegan-friendly e contiene solamente Vitamina D3 e Olio di Cocco Frazionat.

Vitamina D3 NUu capsule softgel, prive di OGM e di integratori artificiali. Confezione da 365 capsule a prezzo vantaggioso.

CYB vitamina D3 compresse vegetariane senza glutine e senza lattosio, prive di OGM, senza ossido di titanio, senza allergeni e senza coloranti. Flacone scorta per 12 mesi.

Humana Ditrevit Fort integratore alimentare alla vitamina D, per la crescita dei bambini.

Vitamina D pura Dr. Giorgini  pastiglie che favoriscono il benessere di ossa e denti , utili per chi si espone poco al sole.

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