Harry Potter e la maledizione dell’erede

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Parafrasando il titolo originale del libro, è questo il pensiero che rimane dopo averlo letto.

L’opera, uscita il 31 luglio in Inghilterra e il 24 settembre in Italia, è la trascrizione letteraria dello spettacolo andato in scena lo scorso giugno al Palace Theatre di Londra, scritto dalla stessa Rowling con Jack Thorne e John Tiffany.

Harry Potter e la maledizione dell’erede, un copione insomma

All’annuncio lo scorso anno che sarebbe uscita una nuova opera di Harry Potter, ho esultato dalla gioia, non potevo crederci, era un sogno che si stava per avverare. Non esagero lo giuro, chi come me ha amato, e ama tuttora, i romanzi di Harry Potter, chi come me li ha riletti più volte scoprendo ogni volta nuovi dettagli che glieli facevano amare ancora di più, ha sperato alla fine del settimo libro che la storia potesse in qualche modo continuare.

Ogni qual volta in un’intervista veniva chiesto alla Rowling se c’era la possibilità che scrivesse un nuovo capitolo della saga, lei rispondeva netta No.

Devo a J. K. Rowling tanto, ma proprio tanto.

Innanzitutto perché J. K. Rowling con Harry Potter mi ha regalato ore infinite di puro piacere letterario, perché i suoi libri sono realmente magici, perché c’è molto di più di quel che sembra, dentro, tra le parole, in mezzo alla trama, perché ha dato vita ad un’opera completa, perfetta direi.

Un’opera che è nata inizialmente come un libro per ragazzini ma che strada facendo ha catturato lettori di tutte le età, una storia che è cresciuta insieme ai suoi lettori, Harry Potter ha affrontato mille sfide come milioni di ragazzi in tutto il mondo affrontano le tante insidie dell’adolescenza.

Un romanzo fantasy inizialmente ma che si è trasformato di anno in anno diventando romanzo di formazione, giallo, romanzo rosa, d’avventura.

Per me Harry Potter è un capolavoro assoluto

J.K. Rowling meriterebbe un Nobel non solo per la letteratura ma anche per aver avvicinato alla lettura milioni di ragazzi in tutto il mondo.

Tornando a noi, quando è uscito La maledizione dell’erede non vedevo l’ora di leggerlo per immergermi di nuovo nelle atmosfere magiche di Hogwarts, nelle descrizioni dettagliate dei luoghi e dei personaggi, nei flashback che ti riportano indietro di 10 anni dove tutto sembrava essersi concluso ma una rivelazione getta nuova luce sul passato.

Harry Potter e la maledizione dell’erede non è nulla di tutto ciò, come già detto è una trasposizione di un copione teatrale e come tale è scritto: freddo, sterile, senza anima.
Un susseguirsi di botta e risposta tra personaggi che si fatica a riconoscere, si è vero sono passati 19 anni, Harry e compagni sono cresciuti, hanno una famiglia e delle responsabilità.

Il libro/copione non possiede lo spessore dialogico e narrativo dei libri originali, non c’è l’introspezione psicologica dei personaggi grazie alla quale riuscivi a sentirli vicini, quasi amici intimi. Il libro così com’è delude le aspettative che erano alte, la Rowling ci aveva abituati a ben altri toni, ben altri registri letterari.

A onor del vero c’è da dire che non è farina del suo sacco, anzi credo, e spero, che di suo ci sia solo il nome in copertina.
La trama in sé è anche buona ma manca di sostanza.

E’ un sequel ma non è un sequel, cioè è l’ottavo libro della saga ma di fatto non gli appartiene, non ha nulla a che vedere con i capitoli precedenti. Ora io mi chiedo perché la Rowling, che è sempre stata risoluta sul non voler dare un seguito alla storia che nella sua mente era nata e finita così, si sia fatta convincere a pubblicare un romanzo che snatura tutto quello che lei aveva creato?

Perché ha permesso a qualcun altro di metterci le mani e togliere quel tocco magico che lei gli aveva dato?

Per me Harry Potter è finito sulla banchina del binario nove e tre quarti 19 anni fa.

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Harry Potter e la maledizione dell’erede ultima modifica: 2016-11-18T19:04:43+00:00 da Gianluca Punzi

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